
Giusto per farci un’idea dello stile dell’autore e per invogliarvi all’acquisto, eccovi un breve stralcio tratto dal volume: “Ma ancora qualcosa mi tiene sveglio – non può tempestare in questa maniera! Fuori la pioggia scivola piano, quasi che le gocce scendano lungo invisibili tele di ragno. Sono terrorizzato. È pioggia nelle mie orecchie, battente, in enormi tonfi, nella mente”.
L’autore ci sa davvero fare, sapendo creare atmosfera e tensione nella maniera giusta. Giovanni Lindo Ferretti ha scritto di lui: “Silvano, nomen omen, è una voce capace di raccontare un mondo dove il passato non si esaurisce e il futuro si intravede strizzando gli occhi. Da leggere”.
Silvano Scaruffi è nato nel 1972 e vive a Ligonchio, piccolo paese abbarbicato sulle ultime coste dell’Appennino reggiano, in terra emiliana ma “già in odor di Toscana”. Tra le sue ultime pubblicazioni segnaliamo la saga di “Jack & Daniel” (“Sei stati di alterazione”, 2004, e “L’arte di ammazzarsi con le proprie mani”, 2006, entrambi pubblicati da Prospettiva Editrice) e l’antologia Avant Pop “Write Club” (per Giraldi Editore, 2008), insieme a Massimo Zanicchi.
Con “La fossa del malcontagio”, Silvano rivisita la storia del suo territorio con lo sguardo della fantasia e dell’avventura.
Buona lettura.
06/12/2009, Davide Longoni