
COS’E’ PER TE L’ORRORE?
E’ difficile dirlo, però io distinguerei fra orrore e horror. Penso che l’orrore stia nella vita quotidiana: una persona o un gatto schiacciati da un’auto. Invece l’horror è codificato come il cinema fantastico, il cinema strano.
PARLIAMO DI DUE GRANDI MAESTRI DELL’HORROR LETTERARIO, POE E LOVECRAFT. COSA PENSI DI LORO?
Poe è stato il primo scrittore strano che ho letto e che mi ha dato emozioni un po’ macabre, un po’ pungenti, come non avevo mai sentito quand’ero ragazzino. Lovecraft invece è più complicato, più difficile, quindi l’ho letto più da adulto.
DOVE TROVI L’ISPIRAZIONE PER I TUOI FILM?
Non la trovo mai fuori, ma guardo dentro di me, m’ispeziono, cerco e scovo le mie paure.
QUALI SONO QUESTE PAURE?
Ne ho centinaia, non saprei dirtene una in particolare. Ad esempio, stamattina mi sono chiuso in bagno e non riuscivo ad aprire la porta. Mi è venuta una claustrofobia terribile e non c’era nemmeno il telefono: per un minuto devo dire che ho avuto il panico. Finalmente l’ho sfondata a calci e l’ho aperta.
TI E’ MAI CAPITATO DI SCRIVERE UN FILM E DI NON VEDERLO REALIZZATO?
C’è un film, che ho scritto nell’Ottanta, l’unico che non ho mai fatto: era ambientato tra i vagabondi di New York, ma era così nero, crudele, cattivo, feroce, che ha spaventato tutti. Mi dicevano di non farlo e alla fine mi hanno convinto e non l’ho fatto. E’ l’unico rimpianto che ho, perché a me piaceva quando l’ho scritto e avrei voluto farlo. Era la storia di un uomo che per una curiosità un po’ morbosa, un po’ malata, si lascia andare pian piano in mezzo ai barboni, ai vagabondi, ai tossici di New York e si lascia prendere da questa cosa. Poi naturalmente entra in una storia dietro la quale si trova un segreto.
HAI MAI PENSATO DI SCRIVERE UN ROMANZO?
Sì, ma non ho mai il tempo di farlo. E poi se lo scrivo, va a finire che ci faccio subito il film.
QUALE RAPPORTO C’E’ FRA TE E GLI ASSASSINI DEI TUOI FILM?
E’ un rapporto abbastanza diretto, perché devi sapere che di solito, quando vengono inquadrate le mani degli assassini, con le forbici, con un coltello o con i guanti, sono le mie. Le faccio io perché penso, dopo tanti anni di mestiere, di sapere come si fa e di saperlo fare bene.
PERCHE’, DOPO AVER SCRITTO SCENEGGIATURE PER DIVERSI GENERI ALL’INIZIO DELLA TUA CARRIERA, HAI SCELTO PROPRIO L’HORROR PER DIVENTARE REGISTA?
Diciamo che fu un po’ casuale la scelta, perché io avevo scritto “L’uccello dalle piume di cristallo” per venderne la sceneggiatura a qualcuno. Quando mi fu proposto di girarlo, io accettai e la cosa mi prese subito. Così continua nel genere.
A PARTE L’HORROR, FRA I TANTI GENERI DI SCUI HAI SCRITTO, QUAL E’ IL TUO PREFERITO?
L’western sicuramente, perché mi piace molto anche l’avventura.
Originariamente pubblicato sul numero 1 EXTRA FUORISERIE de LA ZONA MORTA, giugno 1990
Corretto e ampliato per il sito LA ZONA MORTA, febbraio 2007
28/02/2007, Davide Longoni