IL BEL GIOVANE (LIBERAMENTE TRATTA DA UNA LEGGENDA RUMENA)

C’era una volta un povero contadino che aveva tre belle figlie: la prima era un’abile sarta, la seconda invece era un’ottima tessitrice e la terza conosceva alla perfezione l’arte della filatura e del lavoro a maglia. La terza figlia era così capace nell’arte  di filatura che il filo che lavorava sembrava quello uscito dalle mani di un fata per purezza, bellezza e perfezione come anche i suoi lavori a maglia o all’uncinetto, insomma, questa giovane fanciulla sembrava quasi una fata. Questa piccola famigliola viveva del proprio lavoro e quello che mettevano da parte tutto l’anno veniva speso in autunno per acquistare abiti e scarpe per il lungo, rigido e duro inverno. Come era consuetudine del contadino, portava sempre dei regali alle figlie, quando andava al mercato per comparare e vendere la loro merce.

Passarono gli  anni quasi tutti uguali finché un autunno le figlie chiesero al padre come regalo: un vestito nuovo e soprattutto bello, un cappotto rosso e soprattutto nuovo e la piccolina, forse la più viziata e coccolata, chiese una bella, scintillante e brillante mela d’oro!

Il brav’uomo partì per la sua missione e, dopo essere arrivato al mercato e aver fatto ottimi affari, prese anche i regali eccetto la mela d’oro, in quanto non era merce che si poteva trovare al mercato e, sorridendo tra sé e sé per la bizzarra richiesta della figlia, riprese la via di casa. Ma… mentre era sulla via del ritorno, un forte acquazzone costrinse l’uomo a fermarsi al riparo di una grotta. Terminato il violento nubifragio riprese la strada di casa… ma quale era la direzione giusta?

Eh sì, il povero contadino aveva smarrito la via giusta e così cominciò a girovagare senza metà finché non si trovò davanti a un bellissimo edificio, quasi una reggia, circondata da alberi di melo dai cui rami pendevano rigogliosi bellissimi e brillanti frutti d’oro!

L’uomo sobbalzò dalla sorpresa e, dopo essersi riavuto dall’inaspettato spettacolo, prese la più bella pregiata mela e la mise nella borsa insieme agli altri regali. All’improvviso una strana sensazione di silenzio cupo ed opprimente lo avvolse. Una cappa di terrore lo ghermì mentre una voce cavernosa che pareva provenire dalla terra gli intimò di fermarsi. Una forza sconosciuta e impalpabile lo schiacciava al suolo, mentre cercava di parlare, le parole che gli uscivano dalla bocca erano afone come il flebile frusciò dei rami degli alberi intorno che parevano provenire da un mondo lontano ed oscuro. Il terrore si impossessò dell’uomo che cominciò a tremare come una foglia, mentre usciva dalle viscere della terra un essere che somigliava a uomo ma con le fattezze di un serpente… o forse di un drago??

Comunque sia, ciò che apparve davanti al contadino era veramente orribile ed incuteva paura!

Il serpente-drago chiese all’uomo perché aveva rubato la mela?

E l’uomo gli rispose che era un regalo per sua figlia.

Allora l’essere impose al povero contadino, provato da tutto quello che gli stava accadendo, di cedergli la figlia che sarebbe diventata sua moglie di lì a poco. Il contadino implorò, chiese perdono, pianse ma fu tutto inutile e, dopo essere stato liberato da lacci inesistenti, l’uomo parti alla volta della sua dimora dove, a malincuore e straziato dal dolore, dovette dare il triste annunciò alla figlia che svenne per la paura ed il dolore.

Un paio di giorni dopo davanti alla povera e misera fattoria si fermò una bellissima carrozza dorata, tutta tempestata di pietre preziose, da cui scese un cocchiere in livrea, anche questa tutta in oro… anzi sembrava che anche il cocchiere fosse d’oro!

Senza dire una parola la giovane donna, sospirando e piangendo, seguì mesta il silenzioso servo ed entrò nella carrozza che partì di lì a poco lasciando la piccola famigliola sgomenta e disperata. La ragazza lungo il tragitto pianse tutte le lacrime del mondo senza girarsi verso il passeggero che aveva accanto, il quale dal canto suo non parlò per tutto il viaggio che pareva infinito!

Arrivati che furono nella lussuosa ed enorme magione, la donna si chiuse nella camera assegnatale dai suoi silenziosi ospiti e lì rimase per un bel po’ di tempo rimuginando sulla sua cattiva sorte.

Passò del tempo, ma non si sa quanto poiché all’interno delle mura della lussuosa villa e del suo immenso giardino circondato da alte mura, il tempo si era fermato e tutto era immobile… anche le foglie dei meli d’oro che circondavano l’edificio. Tutto era silenzio, pace e tranquillità; c’era sempre il sole, ma un sole particolare che accarezzava il viso della ragazza senza mai essere troppo caldo!

La giovane donna trascorreva i suoi pomeriggi in compagnia della discreta e silenziosa presenza dello strano essere, padrone di tutto, e dei suoi servi taciturni ed invisibili.

Con il passare del tempo, ella iniziò a parlare con il suo mostruoso marito, ed egli le rispondeva con una voce suadente e allo stesso tempo rassicurante. Lei cercava in tutti i modi di non guardarlo perché le faceva ancora tanta paura… ma nonostante tutto, quando lui era assente lei ne sentiva quasi la mancanza!

Con il tempo la ragazza cominciò ad abituarsi a quel luogo magico che la faceva sentire signora e padrona di quell’angolo di mondo!

Apprezzava tutto di quello strano luogo fuori dal mondo e dal tempo.

Una notte sognò un bel ragazzo che aveva gli occhi simili all’uomo drago o serpente, che le parlava con la stessa voce suadente e affascinate del marito. Il sogno diventava sempre più frequente e la donna iniziò a credere che non si trattasse solo di un sogno!!!

Tutto era bello e magnifico, ma ad un certo punto la donna cominciò a sentire nostalgia di casa e dei suoi affetti e così con un po’ di timore chiese al marito di poter tornare a casa per salutare i suoi. L’essere, da prima titubante, acconsentì alla richiesta della moglie dandole un fazzoletto e raccomandandole di tornare prima dello scoccare della mezzanotte del terzo giorno altrimenti sarebbe potuta succedere una tragedia!

La donna ringraziò il marito e, dopo aver indossato il fazzoletto, si ritrovò come d’incanto nel minuscolo salotto di casa sua circondata dai suoi cari che stavano celebrando le nozze della prima sorella. I festeggiamenti durarono due giorni ed era quasi l’imbrunire del terzo giorno quando la donna si rese conto del tempo trascorso con i suoi avendo dimenticato quasi completamente la promessa fatta al suo orribile marito…

Resasi conto di ciò prese il fazzoletto, lo indossò immediatamente e…  come d’incanto si ritrovò nel giardino della villa che le pareva un po’ spoglio e anche le mele le sembravano meno brillanti del solito. Una strana angoscia mista a panico si impossessò della donna che iniziò ad urlare e piangere dicendo: “Amore mio dove sei?”.

Non appena pronunciate quelle parole, si aprì la porta di casa e vide sulla soglia suo marito barcollare e cadere a terra. La moglie lo raggiunse e… come per magia al posto del suo orribile marito c’era il giovane del sogno che l’abbracciò. La donna ancora frastornata chiese al bel giovane chi fosse ed egli rispose che era un uomo ricco e nobile padrone di tutte le terre che lei vedeva e che si stendevano a perdita d’occhio; un giorno una maga invidiosa e cattiva voleva a tutti costi che diventasse suo marito e l’avrebbe portato nel suo castello di cristallo in fondo al mare dove sarebbero vissuti per sempre. Ma lui rifiutò perché cercava il vero amore. Così la perfida incantatrice lo trasformò in un essere mostruoso e solo l’amore disinteressato di una donna lo avrebbe guarito come effettivamente era successo… e così il nobile e la ragazza si sposarono e vissero felici e contenti nella loro immensa reggia circondati dall’affetto e dall’amore dei loro cari.

E… se non fosse andata così?

Nicoletta Camilla Travaglini