
Questa volta, al suo quarto capitolo, la saga di “Star Trek” subisce un’impennata in positivo: l’idea di base intrigante ed originale, l’affiatamento dei personaggi (mai come in questo film ben evidenziato), il parsimonioso uso degli effetti speciali, completamente al servizio della storia narrata, i dialoghi brillanti e le spassose situazioni descritte sulla Terra degli anni ’80 rendono la pellicola gradevole e ben riuscita, con un recupero quasi totale dello spirito inimitabile del serial TV. Gran parte del merito va anche al palese messaggio ecologico (Nimoy è particolarmente impegnato nella salvaguardia ambientale) oltre che al fatto che ogni personaggio fisso della saga si ritaglia una sua buona parte nell’economia della storia narrata. Il film registra un buon successo di pubblico, anche senza i riferimenti pubblicitari ai termini “Star Trek” sui cartelloni (che come titolo recano solo “Rotta verso la Terra”), e viene dedicato da tutto il cast e dalla produzione alla memoria dei sette astronauti morti nella tragedia del Challenger.